News moda19 · 08 · 2026di Trinity

La moda ad agosto: regole, etichette, numeri

Il nuovo regolamento UE sugli imballaggi, la causa persa da Kering su Meta e il Made in Italy, il saper fare italiano in scena a Montréal, i conti di Moncler. Quattro fatti, letti senza sconti.

GUS — the easywear, collezione donna Made in Italy

Ad agosto le vetrine rallentano, ma le regole del gioco no. Tra un regolamento europeo che ridisegna cosa conta come imballaggio, una causa persa sul significato di "Made in Italy" e un altro semestre di conti da leggere, la settimana conferma una cosa sola: chi lavora la materia vera non teme i controlli, li aspetta.

L'UE ridefinisce cosa è imballaggio

Dal 12 agosto è pienamente applicabile il regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR). Per l'abbigliamento cambia soprattutto la portata della definizione: cartellini, sacchetti protettivi, scatole per le scarpe, dust bag, persino le grucce vendute insieme al capo rientrano ora negli obblighi di registrazione, riciclabilità e responsabilità estesa del produttore.

L'associazione datoriale tessile tedesca Südwesttextil parla apertamente di onere burocratico che si somma alle normative già in vigore quest'anno. Nessuna esenzione legata alla dimensione d'impresa: chi vende in UE, piccola o grande che sia, ora deve tracciare anche il cartellino.

Kering perde la causa sul video "Made in Italy"

Un tribunale di Parigi ha respinto, il 9 luglio, la richiesta di Kering e Bottega Veneta di far rimuovere da Meta un video diventato virale, che sosteneva come l'etichetta Made in Italy possa comparire legalmente anche quando in Italia avviene solo una lavorazione minima — l'esempio citato era il montaggio di una cerniera.

Le due aziende avevano scelto la via della rimozione rapida dei contenuti prevista dalla legge francese, invece di una causa diretta contro l'autore del video: il tribunale ha respinto il ricorso per motivi procedurali, senza entrare nel merito. Il caso non chiude il dibattito, lo riapre: cosa garantisce davvero un'etichetta, se non se ne può nemmeno discutere in tribunale.

Dettaglio di lavorazione sartoriale, filiera Made in Italy

Il Made in Italy in scena a Montréal

Dal 17 al 23 agosto Montréal ospita la seconda edizione delle Giornate della Moda Italiana nel Mondo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri insieme a oltre dieci associazioni di filiera — dalla Camera della Moda a CNA Federmoda. La mostra, curata da Clara Tosi Pamphili come una scena teatrale, unisce moda, cinema e artigianato.

Tra i pezzi esposti, due costumi originali del Casanova di Fellini del 1977. La scelta del Canada come primo mercato del percorso internazionale 2026 non è casuale: riflette un interesse in crescita per un Made in Italy che, altrove, si continua a discutere nei tribunali.

Moncler chiude il semestre in crescita

Il gruppo Moncler ha approvato la relazione finanziaria al 30 giugno 2026: ricavi consolidati a 1.289,9 milioni di euro, +9% a cambi costanti. Il marchio Moncler pesa per 1.089,6 milioni, Stone Island cresce del 7% a 200,3 milioni.

Un risultato che si distingue in un semestre complicato per il lusso: Kering, per esempio, chiude con l'utile in calo pur registrando un secondo trimestre in ripresa. Segno che la disciplina sui conti, come quella sulle etichette, non fa sconti a nessuno.

In breve

L'Europa allarga la definizione di imballaggio e stringe sulla tracciabilità. Un tribunale francese lascia aperta, per ora, la domanda su cosa significhi davvero Made in Italy. Il saper fare italiano va in scena a Montréal. E Moncler dimostra che il semestre difficile del lusso ha comunque i suoi vincitori. Regole diverse, stesso principio: si dichiara solo quello che si può dimostrare.

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